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Autostrade, pannelli pericolosi: Tomasi indagato, già interrogato

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l’indagine

di Fabio Savelli10 lug 2020

Autostrade, pannelli pericolosi: Tomasi indagato, già interrogato

È un vecchio fascicolo che ora riemerge carsico riportato da alcuni organi di stampa nei giorni in cui c’è in ballo la concessione di Autostrade per l’Italia che entro domenica deve formulare una proposta di revisione degli accordi per sventare la revoca. L’amministratore delegato di Autostrade Roberto Tomasi sotto indagine quando era nel Comitato Nuove Opere di Autostrade. È stato interrogato come persona informata dei fatti a gennaio per l’acquisto di 30 milioni di pannelli fotovoltaici rivelatisi poi pericolosi. Alla fine del 2019 il sostituto procuratore Walter Cotugno gli aveva notificato un avviso di garanzia nell’inchiesta per l’acquisto di questa maxipartita di pannelli fonoassorbenti su tutta la rete autostradale italiana.

Il top manager — diventato proprio a novembre 2019 amministratore delegato di Autostrade ereditando il ruolo di Giovanni Castellucci dimissionato dalla famiglia Benetton perché ormai privo del necessario rapporto fiduciario — è stato iscritto nel registro degli indagati per la sua presenza nell’organo tecnico che valutava gli investimenti di una certa rilevanza prima che fossero sottoposti al vaglio del consiglio di amministrazione. Il fascicolo è stato aperto con le ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti. Si è trattato di un atto dovuto per dare la possibilità al manager di chiarire la sua posizione tanto da essere interrogato per replicare agli addebiti mossi.

Dopo l’interrogario, rilevano fonti investigative al Secolo XIX, la sua posizione si sarebbe alleggerita. Da altri accertamenti investigativi risulta avrebbe fornito spiegazioni esaustive su quella partita tanto da aver preso le distanza dalle scelte di alcuni membri del comitato venendo estromesso dalle decisioni. Ad ogni modo il manager è ancora sotto indagine ma è presumibile che la sua posizione possa essere archiviata. La società in una nota spiega che Tomasi «non aveva competenza sulle barriere fono-assorbenti». L’amministratore delegato «prendeva parte al comitato grandi opere per presentare altri progetti».

Intanto la Procura di Genova ha aperto un fascicolo dopo una serie di esposti, in primis quello del presidente della Regione Giovanni Toti, per i disagi nel nodo autostradale ligure dovuti alle ispezioni nei tunnel e i cantieri con gli scambi di carreggiata. I magistrati hanno chiesto chiarimenti al ministero dei Trasporti e ad Aspi sulle tempistiche degli accertamenti e le modalità e sulla anticipazione della fine delle ispezioni e il differimento degli interventi meno urgenti. E potrebbe finire a carte bollate lo scontro tra Regione Liguria e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sul caos delle autostrade liguri. Toti ha annunciato di essere «pronto a chiedere i danni. Presenteremo al tribunale civile di Genova una richiesta formale di risarcimento che cercheremo di quantificare attraverso adeguate perizie». Potrebbe avvenire già sabato o lunedì.

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