Autostrade, i pedaggi aumenteranno per coprire il buco delle manutenzioni mai effettuate

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Tagliare i profitti dei gestori delle nostre autostrade, che continuano ad arricchirsi con i soldi dei lauti pedaggi pagati dagli automobilisti. E abbassare proprio le odiose tariffe che gli italiani si trovano puntualmente a pagare senza ricevere, in cambio, strutture moderne e sicure. Queste, all’indomani della tragedia del Ponte Morandi nel 2018, erano le promesse fatte dal governo. Il Movimento Cinque Stelle si era spinto addirittura più in là, invocando la revoca immediata delle concessioni, a partire dai Benetton responsabili di quanto accaduto a Genova. “Le autostrade torneranno in mano pubblica” era stata l’impegno. Ovviamente disatteso.

Autostrade, i pedaggi aumenteranno per coprire il buco delle manutenzioni mai effettuate

I fatti delle ultime settimane sono, in questo senso, emblematici. Dopo l’arresto dell’ex braccio destro dei Benetton Castellucci e la diffusione delle imbarazzanti intercettazioni su come fu fatta, o meglio non fatta, la manutenzione delle nostre autostrade, ecco infatti che all’orizzonte invece della revoca delle concessioni si staglia, piuttosto, un nuovo aumento dei pedaggi. Necessario per coprire almeno una parte dei 40 miliardi di euro che le carenze manutentive hanno lasciato sulle spalle delle nostre tratte. Anche perché un nuovo piano tariffario c’è, ma considerando l’assenza di controlli da parte dello Stato non sarà certo sufficiente da solo a recuperare i soldi andati in fumo.

Autostrade, i pedaggi aumenteranno per coprire il buco delle manutenzioni mai effettuate

Riepilogando: l’Autorità di regolazione dei trasporti ha dato il proprio parere sul Piano economico finanziario (Pef) ancora in attesa di approvazione del ministero dei Trasporti. Un passaggio che ha reso pubblico, di fatto, il principio secondo il quale anche parte della manutenzione deve essere remunerata in tariffa invece che esclusivamente a carico del gestore. Teoricamente, questa la testi, si tratterebbe della cosidetta “manutenzione evolutiva”, necessaria a rendere le opere pubbliche più moderne. In realtà, sotto questa voce rientrano invece tutta una lunga serie di lavori per mettere in sicurezza viadotti e gallerie che sono piuttosto necessari a causa dello stato di abbandono delle nostre strutture.

Per rimediare a cinquant’anni di disastri da parte dei gestori, con il tacito assenso dei ministri e dei governi di turno, si finisce insomma per mettere nuovamente le mani in tasca agli italiani. Quanto è ancora impossibile stabilirno, in attesa dell’accordo definitivo con il ministero dei Trasporti sugli interventi da realizzare. Aggiungete a questo già fosco scenario i rincari tariffari annui previsti per la tratta gestita da Aspi (+1,75%) e la conferma delle concessioni per la gestione di un altro pezzo delle nostre strade al Gruppo Gravio, ed ecco che l’ennesimo capolavoro giallorosso è servito.

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