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Arrivate e beffate, da Firenze card

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la storia

9 luglio 2020 – 10:46

Nonna e nipote, tedesche, avevano pagato online il servizio che però non è in funzione. «Figuraccia»

di Antonio Passanese

Effetti collaterali del coronavirus. O più semplicemente una brutta figura a livello internazionale. Parliamo della disavventura capitata a due tedesche, nonna e nipote, che avevano deciso, per il post lockdown, di trascorrere quattro giorni a Firenze — dal 24 al 28 giugno — tra musei, giri in città e buon cibo.

«Si chiede ai turisti di tornare e poi i servizi non funzionano o funzionano in parte: mi riferisco all’aeroporto e a tutto ciò che ruota attorno alla cultura», la denuncia che arriva da Lucia Cecioni, associata di Federalberghi e proprietaria di alcuni appartamenti-vacanze a cinque stelle che, in una lettera, racconta ciò che hanno vissuto sulla loro pelle le due straniere. Le turiste, spiega l’albergatrice, «nel mese di aprile prenotano il mio appartamento più bello, poi il volo e, infine, dai canali ufficiali, acquistano la Firenze Card (costo 85 euro a testa, ndr)».

Pochi giorni prima della partenza però cominciano le sorprese. L’aereo viene improvvisamente cancellato, e la compagnia prova a risolvere il problema proponendo due opzioni: partire il giorno successivo o atterrare in un aeroporto che non fosse quello di Peretola. Nonna e nipote quindi, pur di arrivare il prima possibile in città, optano per quest’ultima proposta, e con fatica riescono a raggiungere Firenze in treno.

L’incomprensione e l’arrabbiatura arrivano quando le due tedesche si presentano all’Info Point di piazza Stazione per ritirare il pass che avrebbe consentito loro di accedere a tutti i musei della città: «A questo punto l’addetta al desk comunica alle due turiste che purtroppo la Card non era attiva causa Covid e per la chiusura di numerosi luoghi d’arte».

La coppia chiede un rimborso immediato, ma la dipendente dell’Info Point risponde che «non è possibile e che per riottenere il denaro speso inutilmente devono presentare una domanda tramite il sito dedicato». Non solo. Se avessero voluto visitare i musei fiorentini avrebbero dovuto pagare l’ingresso una seconda volta. «Che brutta figura che abbiamo fatto — è l’amara constatazione di Lucia Cecioni — Allora mi chiedo: con quale garanzia ci fanno riaprire le nostre strutture ricettive? Per offrire cosa ai nostri clienti? Io ho offerto il mio appartamento migliore ad un prezzo ribassato, ma la città cosa fa? Noi operatori che lavoriamo con sacrificio e passione queste brutte figure non le meritiamo».

Per quanto riguarda la Firenze Card, dal Comune ò fanno sapere che, come riportato anche sul sito (non sulla homepage ma sulla pagina riservata all’acquisto), la carta non è attiva a causa della chiusura di molti musei aderenti al circuito, e quelle acquistate nel periodo marzo-giugno potranno essere prorogate oppure rimborsate seguendo le indicazioni riportate sul web.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

9 luglio 2020 | 10:46

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