Arriva l’ennesima elemosina che non affronta i veri problemi

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di Gianluigi Paragone.

Ho sentito grandi inviti alla condivisone, ho sentito belle parole sul lavoro corresponsabile e qualcuno ha deciso di giocare al gioco del governo.

Non io: mi sono opposto al bluff da pokeristi scarsi proposto da Conte e soci. Del resto lo feci anche la volta scorsa e infatti ebbi ragione: questi scostamenti sono un filo d’acqua. Il governo non fa altro che dare ai piccoli un filo d’acqua, tant’è che già si parla di altri scostamenti. Ci torneremo. Intanto chi chiede il voto largo in parlamento è lo stesso governo che si appoggia a un carneade divenuto star, a Mimmo Arcuri supercommissario all’emergenza Covid, alla gestione del piano vaccinale e all’Ilva. Affidano a un uomo solo emergenze che prese singolarmente farebbero perdere il sonno a chiunque: ma evidentemente o Arcuri è paranormale, o premier e ministri sono davvero scarsi, oppure non c’è nessuna emergenza da gestire se un solo uomo ne dovrebbe gestire tre.

Il problema non è lo scostamento di bilancio, ma è lo scollamento del Palazzo dagli italiani. E’ lo scollamento da questioni troppo grandi di loro. Sono abituati alla metaforica genuflessione, ora al sistema Benetton (vero Patuanelli?) ora a Big Pharma (vero Speranza?), ora al condannato Alessandro Profumo (vero Gualtieri?).

Qui manca la visione e non intendo cadere nel tranello dei pochi spicci dati alle partite iva scritti con l’inchiostro simpatico. Cinque miliardi alle banche; quelli son soldi. I problemi sono più grandi di loro: che ne sanno del dramma delle famiglie dove i genitori se perdono il lavoro a 50 anni diventano fantasmi? “Effetto Covid: a rischio povertà altri 2 milioni di famiglie” titolavano i giornali pochi giorni fa. Si riparano dietro il reddito di cittadinanza (salvo poi lasciare per strada i navigator, ma non Mimmo Parisi perché è amico loro…), come se la sfida fosse solo di assistere e non il rilancio dell’occupazione e dei salari!

Parlano di decreti ristori di scostamenti di bilancio, ma evidentemente questi soldi non arrivano se è vero che la mafia acquista spazi e potere. Il procuratore Gratteri ha raccontato in un libro questa pericolosa piovra. 

Sugli immobili l’inconsistenza del governo sta scatenando il conflitto tra i proprietari di immobili e chi non onora gli affitti. Le bollette continuano ad arrivare nelle case delle famiglie e negli uffici di commercianti e artigiani cariche della stessa vergogna: assurdi oneri di sistema. Manco su questo riescono a rimediare.

I decreti di Conte sono sempre due passi indietro rispetto alle esigenze. E’ in corso una apocalisse del commercio e non la vedono: quasi 100mila i fallimenti in sei mesi; da aprile a settembre sono cessate 98mila imprese. La filiera moda sta collassando perché sfuggono le logiche sia della filiera produttiva (un indotto pazzesco lasciato scoperto) sia della catena dei pagamenti. I titoli di credito a scadenza (gli assegni post datati, detto in parole povere) di chi ha comprato la merce diventerà incaglio. Gli avvisi bonari diventeranno cartelle esattoriali. 

Se non rivedranno le regole della centrale rischi l’economia reale scoppierà. Ed è inutile la proroga delle scadenze delle tasse: che piaccia o no, o faranno un reset fiscale concordato oppure lo sciopero fiscale sarà l’autodifesa del commercio e delle pmi. E di fronte a uno Stato che non paga, nessuna lezioncina di rispetto delle regole varrà, perché i primi disonesti sono loro che non pagano!

Parlano di Amazon, di AliBaba e si riempiono la bocca: queste piattaforme non solo agiscono come piattaforma di vendita ma raccogliendo i dati dei venditori fanno loro una concorrenza sleale, spietata; anzi agiscono da predatori. Ma tanto, in Europa questi over the top fanno quel che vogliono: i governanti parlano e quelli evadono a norma di legge. Pure in Italia con gli accordi tax ruling.

Ma ripeto, in un governo che nomina nelle partecipate di Stato imputati, che non rimuove gli amministratori delegati condannati, o che tratta con manager che da lì a poco saranno arrestati; oppure di un governo che regala soldi alle banche per coprire il sistema relazionale, di che ci sorprendiamo?

Altro che scostamento di bilancio. Si devono scostare loro, perché la situazione si sta facendo pesante. E non hanno né il curriculum per affrontarla né più il consenso del popolo.