armani,-nel-2019-i-ricavi-tornano-a-salire.-investimenti-anche-quest’anno

Stimare gli impatti economici provocati dalle misure per contrastare il Covid, e che hanno depresso i consumi di settori come il turismo e il tessile abbigliamento, «non è ancora possibile», ma Giorgio Armani vuole mandare un messaggio di tranquillità. E, per questo, scrive che «il gruppo possiede sia le risorse che una struttura patrimoniale e finanziaria ampiamente consolidata tali da far fronte alle incertezze e continuare con determinazione il piano strategico che fonda sulla qualità e sul proprio patrimonio identitario le azioni presenti e future della societa».

Sono le parole con cui lo stilista-imprenditore conclude il comunicato sui risultati del 2019. Un esercizio che vede il ritorno alla crescita del fatturato — pari a 2,158 miliardi, in leggero aumento — in anticipo di un anno sui piani, dopo il periodo di calo dovuto alla «semplificazione e riqualificazione del portafoglio marchi e della rete distributiva, orientato a risultati di medio lungo termine». Diminuiscono, invece, gli utili netti e operativi, fermi a 124 milioni i primi (-18,4%) e a 175 milioni i secondi (-12,5%). Mentre si conferma la grande disponibilità del gruppo: 1,2 miliardi di liquidità a fine anno, dopo investimenti per 105,5 milioni di euro, come nel 2018. Investimenti che stanno continuando anche in questo 2020. Il patrimonio netto è stabile sopra i 2 miliardi di euro. Quanto ai ricavi, crescono soprattutto quelli a perimetro costante ( 7%) nella rete di negozi e nell’e-commerce gestiti direttamente dalla società. I ricavi indotti, inclusivi delle licenze, sono stati pari a 4,157 miliardi ( 9%).

Il piano annunciato nel 2017 ha visto il gruppo concentrarsi sui marchi Giorgio Armani, Emporio Armani (dove è confluito Armani Collezioni) e AX Armani Exchange (nel quale è stato incorporato Armani Jeans). Un lungo paragrafo del comunicato è dedicato alla pandemia, emergenza che ha visto lo stilista muoversi immediatamente con donazioni, riconversioni produttive, riflessioni sulla necessità di un rallentamento nel mondo della moda. «Il gruppo, fin dai primi giorni del manifestarsi dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19, ha posto in essere tutti i provvedimenti ritenuti necessari per mettere in sicurezza i dipendenti, i clienti e gli operatori del settore — dice la nota —. Sono state adottate misure cautelative via via più stringenti, nelle proprie sedi, presso Armani/Silos, i negozi, i ristoranti e gli hotel del gruppo in tutto il mondo. Oltre alla gestione dell’emergenza, il gruppo ha subito impostato calendari piùrazionali di progettazione, consegne e vendita nei negozi, allineandoli alla stagionalita e alle reali esigenze dei consumatori finali. Una scelta coerente con il principio di riduzione di inefficienze e sprechi e coerentemente con le istanze oramai diffuse di sostenibilita, trasversali a ogni settore».

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