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Arc De Triomphe, Dettori ed Enable ci riprovano: per il terzo successo sfida agli inglesi e al «nemico» Demuro
Frankie Dettori ed Enable all’Arc de Triomphe 2019, chiuso secondo alle spalle di Pierre-Charles Boudot su Waldgeist (Afp)

Vecchia lei (6 anni, e un solo cavallo ha vinto l’Arc da vegliardo, Motrico nel 1932), e ormai vecchietto pure lui (a quasi 50 anni Dettori, primatista dell’Arc con 6 successi dal 1995, ha il doppio dell’età di molti dei suoi odierni sfidanti), Enable ha tutto da perdere perché, pur circonfusa dalla gloria di ben 11 Gran Premi internazionali valsile 12 milioni di euro di montepremi, è reduce da mille battaglie capaci di stroncare la carriera di chi osò duellare con lei, come il maschio Crystal Ocean nel titanico match ad Ascot nel 2019, o come la femmina Sea of Class acciuffata per un muso all’ultimo metro dell’Arc 2018.

Non per niente dal 1920 sono esistiti o solo 7 cavalli duplici vincitori ma poi ritirati in razza (come Ribot nel 1955 e 1956), oppure altrettanto rari e indistruttibili gladiatori di tre edizioni di fila, finiti però o battuti la terza volta (come la francese Trêve nel 2017 e la stessa Enable l’anno scorso), o sempre beffardamente secondi (come l’inglese Youmzain nel 2007, 2008 e 2009). E ancora Enable ha tutto da perdere non solo perché da una settimana Parigi è flagellata da quella pioggia che l’anno scorso le negò lo storico tris, appesantendo il terreno e facendola ghermire negli ultimi 100 metri dal «nuotatore» tedesco Waldgeist; ma soprattutto perché la più potente scuderia del mondo, l’allevamento irlandese Coolmore – che nell’Arc 2016 piazzò il record di tre cavalli ai primi tre posti – come in un videogioco le schiererà contro, uno dopo l’altro in una corsa dall’andatura infernale, addirittura 4 alfieri di nobile lignaggio uno più dell’altro.

Al punto che persino il vincitore del Derby irlandese 2019, Sovereign, finirà suo malgrado per essere impiegato come umile battistrada per il tridente inglese formato da Serpentine, derbywinner di Epsom e in pista in extremis al prezzo di 72.000 euro di iscrizione supplementare, e dai fratellini terribili Mogul (pagato da piccolo alle aste 3,4 milioni) e Japan (1,3 milioni alle aste e quarto nell’Arc un anno fa): per il quale gli irlandesi hanno ingaggiato il fantino giapponese Yutaka Take, primatista mondiale per somme vinte in carriera dai suoi cavalli (oltre 700 milioni di dollari).

Il fango si annuncia alleato invece del derbywinner tedesco In Swoop e dell’eclettico francese Persian King, alfiere dello sceicco dubaiano Mohammed al Maktoum, il 71enne primo ministro degli Emirati Arabi Uniti alla ribalta molto per lo storico accordo diplomatico con Israele ma un po’ anche per la fuga a Londra della moglie Haya di Giordania, che lo accusa di violenze domestiche nella causa civile che sta arricchendo i giornali di gossip e gli avvocati divorzisti già di Lady Diana e Paul McCartney.

Ma Dettori, oltre che dalla pioggia, dovrà guardarsi da «nemici» anche in casa e in patria. In casa perché Bjorn Nielsen, il tycoon danese-sudafricano dell’hedge fund americano Tudor Investment Corporation, lo sfotte da giorni avvertendolo che ha scelto la cavalla «sbagliata» invece di montare il suo formidabile maratoneta britannico Stradivarius, di cui Dettori era sinora stato il fantino abituale per il medesimo trainer John Gosden. E in patria perché italiano è Cristian Demuro, il 28enne fantino dell’atteso Sottsass, cavallo francese vincitore del Derby transalpino e terzo nell’Arc 2019, scudiero di uno dei maggiori collezionisti di opere di Jean Michel Basquiat e Andy Warhol, il magnate statunitense della carta per giornali Peter Brant.

Agitata invece la vigilia di un altro team italiano, quello del vecchio cavallo grigio Way to Paris: il suo giovane allenatore Andrea Marcialis, lanciatissimo in Francia dove è quinto nella classifica dei trainer, ha subìto la perquisizione della scuderia a Chantilly e il sequestro di due cellulari nel quadro di una indagine della Procura di Senlis (che non riguarda Way to Paris) sul mercato dei farmaci dopanti.

3 ottobre 2020 (modifica il 3 ottobre 2020 | 18:46)

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