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Antonio Puerta, il giorno della memoria: quella tragedia evitabile e il ricordo del mondo del calcio

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Sono tredici anni, ma Antonio Puerta non se n’è andato mai davvero: era sulla maglietta di Sergio Ramos nella festa del Mondiale 2010 vinto dalla Spagna, era ancora su quella celebrativa del Siviglia, che ha riconquistato l’Europa League una settimana fa contro l’Inter, assieme a un’altra stella andalusa, come Antonio Reyes morto in un incidente stradale l’1 giugno 2019. Non sono solo semplici stampe commemorative, perché per il calcio spagnolo ormai Puerta, morto il 28 agosto 2007, è qualcosa di più: è un’icona.

La tragedia evitabile

Il difensore 22enne, sivigliano doc e cresciuto nel Siviglia, si era sentito male il 25 agosto, tre giorni prima, in una partita contro il Getafe. Era stato salvato dalla prontezza dei compagni che lo avevano assistito e aveva lasciato il campo con le proprie gambe. Nello spogliatoio però la situazione era degenerata e cinque attacchi cardiaci avevano reso la situazione irreversibile. La sindrome da morte improvvisa che ha colpito il giocatore si sarebbe potuta evitare con esami più approfonditi, che avrebbero potuto rilevare un difetto cardiaco. Puerta morì tre giorni dopo e tre giorni dopo ancora il Siviglia dovette scendere in campo a Montercarlo, per affrontare il Milan nella Supercoppa Europea vinta dalla squadra di Ancelotti. Fu una serata emotivamente fortissima, non solo per il pubblico andaluso, ma per tutto il mondo del calcio. E lo striscione «Onore a Puerta» esibito anche dalla curva rossonera fu uno dei momenti più commoventi.

Il ricordo sempre vivo

Da allora il 28 agosto è diventato il giorno della memoria e del tributo a un giocatore che avrebbe potuto a buon diritto far parte della generazione dorata che di lì a poco avrebbe vinto tutto. Il sivigliano purosangue Sergio Ramos, cresciuto nel Siviglia come Puerta, non ha mai ceduto al passare del tempo e ricorda sempre il suo amico dopo ogni trionfo. Enzo Maresca ha tatuato il suo numero 16 sul braccio. A Siviglia c’è una via, Calle Antonio Puerta, in suo onore. Mentre nella sfida con l’Espanyol di un anno fa, a sua volta colpita duramente dalla morte del suo capitano Dani Jarque il 19 agosto del 2009, la gara si fermò due volte, al minuto 16 e 21 – come il numero di maglia di Antonio e di Dani – per rendere loro un tributo collettivo. Che non smette mai di rinnovarsi.

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 10:11)

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