Andrea Spinelli Barrile è il vincitore della IV edizione del Premio Giornalistico Under 35 Letizia Leviti

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Andrea Spinelli Barrile è il vincitore della IV edizione del Premio Giornalistico under 35 Letizia Leviti che quest’anno ha scelto come tema l’Articolo 32 e il diritto alla salute. A causa delle restrizioni dovute alla pandemia, la proclamazione del vincitre del Premio si è svolta sulla pagina Facebook dell’Associazione Letizia Leviti. La giuria, presieduta da Claudio Cordova, (direttore de Il Dispaccio e vincitore del premio Letizia Leviti 2017 sezione web) era  composta da Cecilia Anesi, Giulia Presutti, Sara Manisera e Flavia Barsotti, ha decretato vincitore del premio Letizia Leviti Under 35 Andrea Spinelli Barrile che riceve un riconoscimento di 2000 euro ed ha assegnato una menzione speciale a Lavinia Nocelli, per un particolare lavoro di inchiesta.

Il premio giornalistico Letizia Leviti, dedicato a giovani giornalisti che sanno far parlare la verità, è promosso dall’Associazione Letizia Leviti, fondata nel maggio 2017 a nome della giornalista di Sky Tg24 prematuramente scomparsa nel 2016.

Alla base i valori che la Leviti ha da sempre ricercato nell’esercizio della sua professione: onestà intellettuale, cura del linguaggio, profondità di contenuti e la volontà di essere dove accadono i fatti, sincerità e autentica libertà di giudizio, stupore di fronte al reale, oltre alla capacità di unire il lavoro di ricerca alla verifica delle fonti e delle informazioni, assolutamente necessaria in un momento storico in cui proliferano le fake news.

Il reportage con cui Spinelli ha vinto il concorso si intitola Ebola, dal letame nascono i fiori e nasce da un viaggio nella Liberia post ebola, dove l’autore è stato nel giugno 2019 come embedded con la ONG Medici Senza Frontiere. Egli racconta e analizza le ferite di una società post-pandemica e come tale società complessa e traumatizzata da una pandemia mortale si riprende e quali strascichi ha lasciato la stessa pandemia. Il lavoro è stato pubblicato tra agosto ed ottobre 2019 su Slow News, corredato dalle foto dello stesso Barrile.

Lavinia Ncelli

Mentre il reportage di Lavinia Nocelli Romania, nella terra degli orfani bianchi è uscito su Left nella settimana del 24 gennaio. Il lavoro ha occupato la giornalista per gran parte del 2019 e si è concluso a pochi mesi dallo scoppio della pandemia da Covid-19. L’indagine è rivolta agli aspetti psico-sociali dell’emigrazione romena in Italia, dell’abbandono fisico delle famiglie, dei figli e del silenzio cosciente che attraversa il Belpaese, il cui stigma verso la popolazione romena – le badanti, in particolare – non permette di cogliere quanto avviene nell’intimo di questi contesti.

Le targhe saranno consegnate ai giornalisti nella cerimonia del premio 2021 che tornerà ad aver luogo a Firenze nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio. Anche in questa edizione il Premio ha il Patrocinio del Comune di Firenze.

“Nonostante il difficile anno che abbiamo vissuto – dichiara Claudio Cordova– abbiamo fortemente voluto portare avanti l’azione del Premio Letizia Leviti, con la consapevolezza che, soprattutto in periodi così drammatici e confusi, il giornalismo acquisisca una importanza ancora maggiore. Non ci siamo sbagliati. Il numero e la qualità dei lavori pervenuti ci ha dimostrato, ancora una volta, quanto ci sia bisogno di buon giornalismo. Un bene spesso sottovalutato, proprio come la salute. Poter verificare, inoltre, quanta passione giovanile ci sia dietro questa professione, anche in un anno come questo, ci dà fiducia. Vedere la partecipazione di giovani colleghi che lavorano su importanti testate significa che il nostro Premio sta crescendo sempre di più. Varietà e qualità di lavori pervenuti ci hanno spinto, come l’anno scorso, a decretare un vincitore, ma a voler comunque assegnare una menzione speciale”.

“Anche se con questa pandemia tutto è più triste, più doloroso, più incerto, incluso il fatto che non possiamo essere tutti insieme per celebrare la IV edizione del Premio Letizia Leviti – ha detto il Sindaco Dario Nardella –  credo che quello che conta sia la sostanza di un messaggio che è incarnato nel premio stesso, ovvero dare speranza, prospettiva, fiducia alle nuove generazioni, a quei giovani che ancora credono nel mestiere del giornalista. Il giornalismo è un ambito della vita sociale, politica, istituzionale, culturale del nostro Paese niente affatto finito, anzi: l’emergenza sanitaria ha proprio evidenziato che un giornalismo intelligente, equidistante, serio e che combatte le fake news è sempre più fondamentale. In bocca al lupo ai vincitori e un grazie non formale agli organizzatori di questo premio, un modo bello e generoso per ricordare la nostra amica Letizia che ci ha lasciato troppo presto”.