ana-carrasco-e-la-cicatrice-choc:-«cio-che-non-ti-uccide-ti-rende-piu-forte»

«Dicono che quel che non ti uccide ti rende più forte. Bene, eccoci, con la voglia di tornare migliori che mai!». Gran bel personaggio Ana Carrasco, 23 anni: è stata la prima donna pilota a battere i maschi in una mondiale di motociclismo, è successo nel 2018 nella categoria Supersport 300. Spagnola di Murcia, quest’anno ha avuto un brutto incidente, una caduta che ha rischiato di lasciarla paralizzata a causa della frattura di alcune vertebre. Per fortuna, la leonessa della Kawasaki ne sta venendo fuori. E ha voluto condividere la sua battaglia con i suoi follower sui social. Postando un’immagine che lascia senza fiato. Quella della sua schiena ricucita. E un messaggio: «Dicono che ciò che non ti uccide ti rende più forte. Bene, noi siamo qui, desiderosi di tornare più forti che mai».

Nella foto Ana è sdraiata. E sorride, alzando il pollice, un «tutto ok». Sulla schiena, la cicatrice. L’incidente è avvenuto due settimane fa in Portogallo, sul circuito dell’Estoril: una bruttissima caduta in pista che ha provocato «la frattura parziale della vertebra T3 e dell’intero corpo vertebrale T4 e T6, con dislocazione a livello della T4 che invade il canale osseo». Ana prima ha subito un intervento in Portogallo, poi a Barcellona. Interventi riusciti: le fratture sono state stabilizzate con del materiale in titanio. I tempi di recupero non saranno brevi: ci vorranno diversi mesi per recuperare e purtroppo Carrasco deve dire addio alle prossime 3 gare e al mondiale Ssp300: era quinta in classifica, era in corsa per il titolo.

Ana ha iniziato a correre in moto da piccolissima. «A 4 anni ho fatto la mia prima corsa, ad Alicante – ha raccontato in un’intervista alla Gazzetta – e per tanto tempo per me la moto era solo un hobby, mi divertivo da morire e non pensavo certo di arrivare al Mondiale. Andavo in giro per la Spagna nei weekend con la mia famiglia, non avevo una squadra, correvo quasi solo contro maschi ma io non ne ho mai fatto una questione di sesso: per me quei bambini erano solo i miei avversari in pista e i compagni di gioco fuori».

25 settembre 2020 (modifica il 25 settembre 2020 | 11:06)

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