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Alipay (Ant Group), vale 200 miliardi di dollari la fintech cinese di Jack Ma

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di Fabrizio Massaro26 ago 2020

Alipay (Ant Group), vale 200 miliardi di dollari la fintech cinese di Jack Ma

Jack Ma, il multimiliardario cinese fondatore di Alibaba, l’Amazon cinese, punta a fare il bis con la quotazione di Ant Group, il gigante finanziario che gestisce la piattaforma di pagamenti Alipay, nato nel 2011 dalla scissione dal colosso cinese dell’e-commerce. Secondo i dati pubblicati martedì in vista della doppia quotazione a Hong Kong e a Shanghai, Ant verrebbe valorizzata oltre 200 miliardi di dollari. Verrebbe messo in vendita in Borsa una quota piccola di Ant, più o meno attorno al 15%, fino a 30 miliardi di dollari: una cifra comunque colossale, che fa diventare quella di Ant la più grande quotazione di Borsa della storia.

Il record dell’ipo

Non ci sono ancora indicazioni ufficiali da parte della società ma la cifra è accreditata dal South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong di proprietà di Alibaba. L’Ipo supererebbe così quella del colosso petrolifero Aramco, che lo scorso gennaio alla Borsa di Riyad ha raccolto 29,4 miliardi di dollari. Ant sarà anche la fintech più grande del mondo: per fare un paragone, varrà 3-4 volte la capitalizzazione di Goldman Sachs, evidenzia il Financial Times. Sarà anche una sfida tecnologica senza precedenti che il gruppo cinese lancia al mondo: Ant ha dichiarato nei documenti dell’ipo che utilizzerà il 40% dei proventi per investimenti in ricerca e sviluppo, in particolare nell’intelligenza artificiale e nell’analisi dei dati forniti da oltre 1 miliardo di clienti nel mondo.

La risposta cinese a PayPal

La formichina Ant (in inglese, appunto, «formica»), di cui Alibaba controlla il 33%, macina fatturato e utili a ritmo sempre più veloce. Oggi Alipay — la sua app di pagamenti — è un gigante fintech da un miliardo di utenti che utilizzano la piattaforma per comprare sia online sia nei negozi ed è utilizzata anche dai turisti cinesi nel mondo e per gli scambi di denaro diretti tra privati. Gli utenti mensili sono circa 700 milioni e la piattaforma è accettata in oltre 80 milioni di esercizi commerciali in Cina. È di fatto la risposta cinese a PayPal ai sistemi di ApplePay e GooglePay. Ma Ant vende anche polizze assicurative e fondi comuni e anche finanziamenti personali.

I conti in crescita

Nell’ultimo bilancio, chiuso a giugno, Ant ha registrato 17 mila miliardi di dollari (trilioni) in transazioni (in yuan sono 118 trilioni), con un utile di 2,5 miliardi di dollari. Nella prima metà del 2020 ha fatturato 10,5 miliardi di dollari, con un incremento di quasi il 40% sullo stesso periodo del 2019, grazie anche al boom delle vendite online spinte dal lockdown causato dal Covid-19, anche se ha dovuto subire lo stop degli acquisti dei milioni di turisti cinesi che non hanno potuto viaggiare. E deve fronteggiare anche gli effetti delle guerre commerciali e finanziarie tra Cina e Usa. In ogni caso la crescita continua: in soli sei mesi dichiara di aver raggiunto la quota di profitti dell’intero esercizio precedente, con il 43% dei ricavi derivante dall’attività dei pagamenti digitali e dei servizi finanziari (merchant). Da qui anche l’incremento nel valore stimato: Ant Group era stata valutata 150 miliardi di dollari in un round di raccolta fondi nel 2018, rendendola la startup più ricca del mondo.

Jack Ma sempre più ricco

Per Jack Ma, il fondatore di Alibaba, si prospettano altri miliardi di dollari di ricchezza. Oggi nella classifica dei miliardari di Bloomberg il 56enne imprenditore viene accreditato al ventesimo posto nel mondo, e in testa ai megaricchi cinesi, forte di un patrimonio personale di 56,8 miliardi di dollari che comprende anche il suo 8,8% di Ant (quota non confermata da Ma) sulla base della valutazione del gruppo della formica di 150 miliardi di dollari nel 2018. Con la quotazione di Ant, se i numeri di partenza fossero giusti, Ma si ritroverebbe con circa 4 miliardi di dollari in più.

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