alica-schmidt,-chi-e-la-preparatrice-atleta-del-borussia-dortmund-nuovo-esempio-del-modello-germania

Una team manager come Kathleen Kruger che sovraintende ogni aspetto della quotidianità di una squadra come il Bayern Monaco. Una preparatrice atletica come Alica Schmidt che corre più veloce e su distanze più lunghe di tutti i calciatori del Borussia Dortmund. Un arbitro donna come Bibiana Steinhaus che celebra l’atto finale della propria carriera dirigendo le due squadre più forti di Germania nella Supercoppa nazionale, vinta dagli onnivori con la maglia rossa del Bayern mercoledì sera (3-2). Il calcio tedesco si conferma sempre di più all’avanguardia, sul campo, fuori dal campo (la Bundesliga è stata il primo grande a ripartire a giugno) e anche attorno al campo, inserendo figure femminili di eccellenza, pronte a portare il loro contributo.

Atleta professionista

Il fatto che da noi facciano notizia dimostra già da sé come il calcio italiano sia indietro in questo senso, ma avere dei modelli è già un buon punto di partenza. Rispetto a Kruger e Steinhaus, professioniste già affermate nei rispettivi settori di competenza, la novità delle ultime settimane è sicuramente Schimdt, bronzo agli europei Under 23 di atletica con la Germania nella 4×400, quindi a sua volta atleta professionista, chiamata a collaborare nello staff dei preparatori del Dortmund. Segni particolari: veloce e resistente, come ha sperimentato sul giro di pista il veterano Hummels, distrutto all’arrivo («L’ho sottovalutata!»). Ma anche avvenente, come testimoniano la definizione di «atleta più sexy del mondo» data da una rivista australiana e il boom su Instagram: 1,3 milioni di follower, nello stesso Borussia non sono tanti ad averli.

Valore aggiunto

L’ingaggio di Alica Schimdt però non è una mossa mediatica, ma un arricchimento delle conoscenze dello staff dei preparatori e anche un pungolo per gli stessi calciatori, che devono letteralmente inseguire la bionda mezzofondista in diverse esercitazioni. Una strada diversa per svecchiare un mondo tradizionalista e maschilista come quello del calcio. Una strada che, come quasi sempre, parte dalla Germania.

2 ottobre 2020 (modifica il 2 ottobre 2020 | 13:26)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *