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Alfredo Cospito e lo show dei media per lasciarlo al 41bis dopo l'attentato-Schlein: “Non sono il capo di tutte le cose anarchiche” – Il Riformista

In sciopero della fame da quasi 2 mesi

Frank Cimini — 9 Dicembre 2022

Alfredo Cospito e lo show dei media per lasciarlo al 41bis dopo l’attentato-Schlein: “Non sono il capo di tutte le cose anarchiche”

Un gruppo di anarchici greci “Nucleo di vendetta Carlo Giuliani” con un comunicato sul sito Indimedia Athens ha rivendicato l’incendio dell’auto il 2 dicembre scorso di Susanna Schlein, viceambasciatrice italiana e sorella di Elly candidata alla segreteria del Pd.

Il gruppo anarchico afferma di aver agito in solidarietà con Alfredo Cospito ormai da 50 giorni in sciopero della fame nel carcere di Sassari Bancali per protestare contro l’articolo 41bis, blocco della corrispondenza e due sole ore d’aria al giorno in un cubicolo dal quale non si vede nulla di esterno alla prigione. Il 41bis per il gruppo dedicato a Carlo Giuliani “è un regime di sterminio politico, sociale sensoriale volto alla completa eliminazione di ogni contatto con il mondo esterno”. Il governo Meloni viene definito fascista e accusato di voler rendere l’Italia una fortezza con le sue leggi razziste anti immigrazione. “Per quanto vogliano seppellirti noi non ti dimenticheremo mai” sono le parole di solidarietà rivolte a Alfredo Cospito.

Il problema intorno a Cospito però non è tanto quello che accade in Grecia ma quanto succede in Italia dove dal giorno dell’attentato politici di ogni colore e giornali importanti hanno cercato con grande determinazione davvero degna di miglior causa di addebitare l’azione al detenuto anarchico che si trova in pratica sotto tortura. La “campagna” non ha influenzato la corte d’Assise d’appello di Torino che rigettando la richiesta di ergastolo della procura generale ha mandato gli atti alla Corte costituzionale sulla possibilità o meno di concedere l’attenuante della lieve entità per i pacchi esplosivi ai carabinieri di Fossano che non provocarono morti e nemmeno feriti.

Ma non è detto che questa sorta di accanimento politico mediatico non sortisca i suoi effetti sul Tribunale di Sorveglianza di Roma che sta decidendo sul reclamo contro il 41bis presentato dai difensori. Anzi. Sulla scelta della sorveglianza non c’è al momento che da essere pessimisti per la sorte di Alfredo Cospito. Dall’udienza romana sono trascorsi già sette giorni e essendo Cospito in sciopero della fame nel caso i giudici avessero voluto revocare le misure del 41bis con ogni probabilità lo avrebbero già fatto. Cospito in aula a Torino senza citare direttamente il fatto di Atene aveva detto di non essere “il capo di tutte le cose anarchiche che succedono nel mondo”. La speranza del detenuto è che i giudici della capitale ne tengano conto.

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