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Zanardi, continua il bollettino, «sta affrontando un percorso di cure sub-intensive, predisposto da una équipe multidisciplinare coordinata dai professori Luigi Beretta, direttore della Neurorianimazione, Mario Bussi, direttore di Otorinolaringoiatria, Sandro Iannaccone, direttore della Neuroriabilitazione, e Pietro Mortini, direttore della Neurochirurgia».

È però intanto riuscito il primo intervento di ricostruzione cranio-facciale: parliamo di primo, in quanto i chirurghi discutono già di un secondo intervento in preparazione per le prossime settimane, «che sarà eseguito dal professor Pietro Mortini». A causa dell’incidente — nel quale Zanardi aveva violentemente battuto, a una velocità stimata in circa 50 chilometri orari, contro un camion che stava sopraggiungendo in direzione opposta alla sua — il campione aveva subito quello che, in termini medici, viene definito «fracasso facciale»: la maggior parte delle ossa del volto, fronte, naso, orbita, zigomo, mascellare superiore, mandibola hanno subito un trauma talmente violento da provocare una loro frattura. Si tratta del quadro più grave di frattura del volto. Tuttavia, nonostante prima il coma e poi le gravi condizioni attuali, Zanardi è ancora in vita e, lentamente, migliora.

24 settembre 2020 (modifica il 24 settembre 2020 | 14:18)

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