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Alessia Pifferi, l’appello degli avvocati: “È sola e ha bisogno di aiuto”

Alessia Pifferi è sola e ha bisogno di aiuto: è l’appello degli avvocati della madre della piccola Diana, morta di stenti dopo essere stata lasciata sola.

Alessia Pifferi avvocati

Gli avvocati di Alessia Pifferi hanno diramato un appello svelando le condizioni di estrema difficoltà che la donna sta affrontando, in completa solitudine.

Alessia Pifferi, l’appello degli avvocati: “È sola e ha bisogno di aiuto”

La morte della piccola Diana, la bambina di 18 mesi morta di stenti dopo essere stata lasciata da sola per quasi una settimana dalla madre Alessia Pifferi, ha sconvolto l’Italia.

L’opinione pubblica, senza esitazione, ha condannato la donna eppure, il legale della 37enne ha rivelato: “Ricevo un sacco di e-mail di persone che vorrebbero aiutare la signora Pifferi, Vorrebbero mandarle dei soldi, o acquistare beni da far recapitare in carcere”.

In occasione della sua partecipazione a Zona Bianca su Rete 4, l’avvocato Solance Marchignoli ha lanciato un appello per la sua cliente, affermando: “Un sacco di persone vorrebbero contattarla e aiutarla nella sua solitudine.

Questa persona è sola. Un conte è il reato, un conto la persona umana”.

L’altro legale di Alessia Pifferi, Luca D’Auria, invece, ha aggiunto: “Si chiede perché è così sola, perché ha solo noi due avvocati. Non ha mai più sentito nessuno, e questo la addolora molto. Mi ha parlato della mamma, del compagno”.

I rapporti con la famiglia

Sia la madre che il compagno della 37enne hanno rinnegato la donna. La madre di Alessia Pifferi ha scritto sui social la frase: “Mia figlia è un mostro”.

Poco dopo, la donna ha precisato: “Ho scritto quella parola in un momento di rabbia. Comunque non voglio più saperne di lei: per me non esiste più”.

L’ormai ex compagno, invece, ha smesso di rispondere al telefono. Durante l’interrogatorio con la polizia, inoltre, ha affermato: “Mi ha sempre mentito”.

Intanto, gli avvocati della 37enne hanno ribadito: “La signora indossa sempre la stessa maglietta dal giorno dell’arresto. Non riesce a cambiarsi, è controllata 24 ore su 24, anche quando è nei luoghi più privati della cella e questo la sta distruggendo.

Oggi l’ho trovata realmente sofferente. Sta ripensando a quello che è accaduto, ma ha bisogno di persone”.

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