a-lisbona,-dove-insegnano-a-vivere-con-leggerezza-e-poesia

A Lisbona, dove insegnano a vivere con leggerezza e poesia

Maestrie

La maestria nella capitale portoghese è nello stile di vita. Una città a forte vocazione turistica, capace di conquistare per il suo clima e per i suoi piatti tramandati di generazione in generazione

di Fabio Di Pietro
Direttore The Whynery Journal

A Lisbona, dove insegnano a vivere con leggerezza e poesia

La maestria nella capitale portoghese è nello stile di vita. Una città a forte vocazione turistica, capace di conquistare per il suo clima e per i suoi piatti tramandati di generazione in generazione

di Fabio Di Pietro
Direttore The Whynery Journal

Capita grazie al nostro lavoro di ricercatori di viaggiare e, grazie al cielo, questo ci porta sempre più spesso a riempirci gli occhi di nuovo e di bellezza. “Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”: Italo Calvino aveva ragione, anche e soprattutto se una degli interrogativi ai quali ho cercato più spesso di rispondere è: “Dove si mangia?”.

Lisbona, capitale con leggerezza

Scherzi a parte, Lisbona si presenta come una città capitale, ma che non ha voglia di prendersi troppo sul serio: queste strade enormi, questi palazzi moderni e luminosi fanno filò con lo stile classico e sornione della Região bagnata dall’Atlantico. In questa stagione il profumo di caramello e di banchetti di caldarroste si sposano benissimo con il rosso mattone dei tetti ed i sorrisi della gente. 

Torre di Belém A Lisbona dove insegnano a vivere con leggerezza e poesia

Torre di Belém

Nei momenti in cui il sole scavalca le nuvole, si specchia negli Azulejos creando nuovi motivi e sfumature fra gli scorci nei vicoli, creati dall’ammucchiarsi di case e di gradini che sembrano star vicini per permettere al vento dell’Oceano di fischiare e di mescolarsi con i suoni ed il vociare dei borghi. 

Le salite e le discese di una città costruita sulle colline sembrano ricordare gli alti e i bassi fonetici di una lingua fatta apposta per essere sussurrata o spesa per racconti in qualche taverna di fronte ad un calice. Ci troviamo qui perché stiamo conoscendo nuove realtà, nuovi luoghi per eventi e nuovi importatori… ma è innegabile che con il team abbiamo dedicato del tempo per vivere la città e le sue sfumature il più possibile e quindi, fra un incontro ed un altro, ci lasciamo trasportare intenzionalmente dalla nostra voglia di perderci in città per scoprire i luoghi più suggestivi. 

Lisbona vista dall'alto A Lisbona dove insegnano a vivere con leggerezza e poesia

Lisbona vista dall’alto

Una città vocata al turismo

Questa attitudine ci permette di osservare i ritmi di una vita portoghese che scorre all’insegna dell’accoglienza e del turismo internazionale che proviene da ogni dove per provare le stesse nostre sensazioni. L’orologio sociale sembra scandito a ritmo di musica o, meglio, di Fado (Patrimonio immateriale Unesco) in una perfetta improvvisazione dove fuori menu, artigianato prodotto al momento e musica vengono offerti ad ogni angolo della città. 

Qui i Fenici hanno per primi condiviso la tecnica di vinificazione in anfora e hanno contribuito a costruire il dna di viaggiatori al popolo Lusitano.

Il quartiere di Belem, oltre a custodire la tradizionale ricetta dei pasteis de nata (dei meravigliosi tortini di sfoglia e uova), è anche uno dei luoghi suggestivi della periferia della capitale portoghese: la sua Torre (altro patrimonio Unesco) sembra primeggiare sull’orizzonte lievitando sul bagnasciuga della foce del Tago quasi a protezione delle ricette del posto; non è difficile imbattersi in luoghi dove il marisquo è il re delle taverne ed i codfish cake sono il valido sostituto dello street food. Il bacalhau è proposto in tutte le sue sfaccettature e c’è chi giura che neanche la più gagliarda delle nonne portoghesi conosca tutte le più di 365 ricette tipiche per proporre il baccalà.

Pastéis de Belém A Lisbona dove insegnano a vivere con leggerezza e poesia

Pastéis de Belém

Baccalà e scoperte

Il Baccalà è così diffuso perché, essendo terra di viaggi e di esplorazioni (bellissimo anche il maestoso monumento degli esploratori sempre a Belem) si è tramandata una cucina povera e con la necessita di sviluppare tecniche di conservazione: anche il Porto, nato con il metodo soleras, è un prodotto che rispecchia fedelmente questa identità.

Oltre al blanco, al tawny ed al ruby una vera sorpresa è il Brandy di Lourinha che degnamente rappresenta la regione nel mondo dei distillati. Una bella sensazione di relax che vi consigliamo è anche sorseggiare (ma neanche troppo lentamente) un bicchiere di Ginja al tramonto: anche se è un liquore di marasche di sapore dolce, qui è un tutteleore che i più anziani bevono anche a colazione.

La cosa più bella in assoluto di una città come questa, e che ti colpisce dentro, è il colore del cielo e la pioggia fine che ti inumidisce il viso fra uno spruzzo di sole ed un altro, mentre la vita scorre allegra fra i chioschi della città e fra i negozi che si svegliano piano ed assonnati a mezzogiorno, per durare fino alla sera inoltrata.

La mia rubrica mi porta sempre a scovare delle maestrie specifiche da sottolineare o da condividere ma, in questo caso, mi sento di dire che la vera maestria in questo popolo è quella di come qui viene interpretata la vita.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *